06/05/2021

Working life in the COVID-19 pandemic 2020 - EUROFOUND

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

La pubblicazione "Working life in the COVID-19 pandemic 2020", è costituita dall’insieme dei rapporti individuali dei singoli paesi membri dell'UE, a cui si aggiungono quelli di Norvegia e Regno Unito. I rapporti nazionali riassumono l'impatto che la pandemia di COVID-19 ha avuto sulla vita lavorativa dei paesi, sulla base dei risultati di ricerche e indagini nazionali, oltre a presentare le risposte politiche che governi e parti sociali stanno elaborando per attutire gli effetti socioeconomici della pandemia. Questi rapporti includono anche un focus su tutte quelle attività politiche che sono state influenzate dalla crisi sanitaria subendo forti accelerazioni o brusche interruzioni a causa della crisi. Nell’arco di poche settimane, la pandemia causata dal Coronavirus ha trasformato radicalmente la vita delle persone in tutto il mondo. Oltre alle devastanti conseguenze per la salute delle persone direttamente colpite dal virus, la pandemia di Covid-19 ha avuto importanti ripercussioni sul modo in cui le persone vivono e lavorano. Per quanto riguarda l'Italia, la crisi sanitaria non ha avuto impatti significativi sui salari e sulla loro contrattazione. Infatti l’attività di contrattazione in Italia non ha mai smesso e gli accordi finali si sono mantenuti al di sopra dei parametri di inflazione. Alla fine di marzo 2020 i contratti collettivi che erano in attesa di rinnovo ammontavano a 49 ed interessavano circa 9,9 milioni di dipendenti. Nonostante il tempo medio di attesa di rinnovo, per i lavoratori con contratto scaduto, si sia ridotto, l’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è raddoppiata. La retribuzione oraria media, rispetto al primo trimestre del 2019, è cresciuta dello 0,6%, mentre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dello 0,1% rispetto a febbraio 2020 e dello 0,7% nei confronti di marzo 2019. La crisi sanitaria causata dalla pandemia ha, invece, avuto un forte impatto negativo sull'occupazione italiana, nonostante le misure adottate per garantire il mantenimento dei posti di lavoro (cassa integrazione e blocco dei licenziamenti). Si è registrato, infatti, un calo dell'occupazione e l'aumento dell'inattività e questi due fattori hanno portato ad un deterioramento del mercato del lavoro. I dati relativi a dicembre 2020 mostrano che, da febbraio 2020, l'occupazione è diminuita di 420.000 addetti (pari ad una riduzione di 0,9 punti percentuali del tasso di occupazione); la disoccupazione è diminuita di circa 150.000 persone (pari ad una riduzione di 0,4% del tasso di disoccupazione). Allo stesso tempo, l'inattività è aumentata di oltre 400.000 persone. In aggiunta, Il divieto di licenziamento è stato applicato solo ai contratti a tempo indeterminato e sono stati, quindi, penalizzati i contratti a tempo determinato e lavoratori autonomi. Un'altra caratteristica importante del mercato del lavoro italiano è l'impatto diversificato che ha avuto il COVID sui diversi settori economici. Il settore della ristorazione, insieme a quello del turismo sono stati quelli più colpiti. Le misure di sicurezza ed il bisogno di distanziamento sociale hanno impattato sull'organizzazione del lavoro e hanno richiesto importanti adattamenti negli assetti lavorativi, con una necessaria riduzione della socialità sul posto di lavoro. L'utilizzo di dispositivi di protezione individuale, insieme alla necessità di sanificazione continua, hanno cambiato i tempi e le routine del lavoro quotidiano. L’uso massiccio del tele lavoro ha richiesto forti adattamenti nell’organizzazione del lavoro e ha impattato, a volte anche negativamente, sulla conciliazione vita-lavoro producendo un aumento di stress, in parte dovuto anche allo spostamento delle attività educative in un formato online. Genitori e figli si sono trovati, dunque, contemporaneamente a casa, con molte esigenze contrastanti, mentre le risorse e i dispositivi informatici erano limitate e talvolta insufficienti. Infine, l’intero settore dell'istruzione è stato drammaticamente influenzato in quanto la maggior parte delle attività didattiche si è tenuta a distanza.

 
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