27/01/2021

New forms of employment - EUROFOUND

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il rapporto pubblicato da Eurofound intitolato "New forms of employment" studia i rapidi cambiamenti che si stanno registrando nella società e nell’economia. La richiesta sempre maggiore di flessibilità da parte delle aziende e dei lavoratori sta mutando radicalmente i diritti dei lavoratori e le condizioni di lavoro. Tutte queste trasformazioni stanno portando a nuove forme di lavoro. Il documento realizzato da Eurofund (Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro) vuole focalizzare l’attenzione sulle diverse forme di lavoro che stanno nascendo, evidenziando sia le nuove tipologie di rapporti di lavoro tra datore di lavoro e lavoratore dipendente (o tra cliente e lavoratore autonomo), sia i nuovi modelli di lavoro e organizzazione del lavoro (come orario di lavoro, luogo di lavoro o uso delle TIC). Sebbene l'occupazione standard (generalmente a tempo pieno e permanente) rimanga il tipo di occupazione dominante nell'Unione Europea, i mercati del lavoro europei sono sempre più caratterizzati da nuove forme di lavoro che stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. Si prevede, inoltre, che alcune nuove forme di occupazione continueranno a crescere, spinte da una doppia transizione: l'era digitale e un'economia a emissioni zero.

La ricerca ha individuato le seguenti nove tipologie di nuove forme di lavoro:

  • Employee sharing (codatorietà) nella quale un lavoratore è assunto da un gruppo di datori di lavoro per soddisfare i bisogni di diverse imprese;
  • Job sharing (lavoro ripartito) nel quale un datore di lavoro assume due o più lavoratori, a tempo parziale, per lavorare congiuntamente ad uno specifico compito da lavoro full-time;
  • Interim management (temporary management) nel quale un lavoratore altamente specializzato viene assunto temporaneamente per uno specifico progetto integrando competenze di management esterne all’organizzazione;
  • Casual work (lavoro intermittente) nel quale il datore di lavoro chiama in maniera saltuaria un lavoratore;
  • ICT-based mobile work nel quale i lavoratori possono svolgere il proprio lavoro da qualsiasi posto in qualsiasi momento;
  • Voucher-based work nel quale il rapporto di lavoro si basa sul pagamento delle prestazioni attraverso un voucher acquistato da un ente autorizzato che copre sia la retribuzione, sia i contributi sociali;
  • Portfolio work nel quale un lavoratore autonomo lavora per diversi clienti, svolgendo lavori su piccola scala per ognuno di essi;
  • Crowd employment nella quale una piattaforma online di lavoro mette in contatto datori di lavoro e lavoratori per progetti complessi mettendo insieme diversi lavoratori e creando, cosi, una “nuvola virtuale” di lavoratori;
  • Collaborative employment nel quale lavoratori autonomi e micro imprese collaborano per superare i limiti posti dalle dimensioni e dall’isolamento professionale.

Come evidenziato dal rapporto la maggior parte delle nuove forme di impiego sono guidate dalla necessità di una maggiore flessibilità. Proprio per tale motivo si dovrà lavorare per garantire questa flessibilità, non dimenticando, però, l'importanza di un'adeguata protezione a tutela dei lavoratori. L'orario di lavoro, cosi come, la rappresentanza sindacale, la salute e la sicurezza sul posto di lavoro sono tutti temi che devono essere garantiti all’interno di ciascuna nuova forma di lavoro. Il rapporto esamina, infine, i quadri politici di ciascun paese, mappando la portata dell'incidenza di queste nuove forme di lavoro ed evidenziando le principali opportunità ed i principali rischi associati a tali nuove tipologie contrattuali emergenti.

 
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