14/01/2021

Working conditions in sectors - EUROFOUND

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il report elaborato da Eurofound intitolato “Working conditions in sectors” afferma che la digitalizzazione, la globalizzazione, il cambiamento demografico e i cambiamenti climatici non solo hanno ripercussioni sulla domanda e l’offerta di lavoro, ma influiscono anche sulle condizioni di lavoro, nonché sulla qualità e la sostenibilità dei posti di lavoro. In aggiunta, anche il cambiamento tecnologico ha trasformato sia l’organizzazione del lavoro, che il contenuto delle mansioni. Inoltre questo forte cambiamento ha portato inevitabilmente alla ricerca di nuove competenze professionali. La digitalizzazione, insieme alla globalizzazione, hanno modificato i modelli aziendali, portando a nuove forme di occupazione che si differenziano dai modelli occupazionali standard dominanti. Alcuni di questi cambiamenti hanno un impatto positivo, come ad esempio: l’automazione di mansioni pericolose, che ha come conseguenza una netta diminuzione del rischio di incidenti. Tuttavia, stanno altresì emergendo nuove problematiche con conseguenze negative sia per la salute, che per il benessere dei lavoratori. In questo contesto, il dialogo sociale è stato identificato come un elemento chiave per trovare valide e repentine soluzioni. Il rapporto presentato da Eurofound si propone di descrivere e analizzare le tendenze in materia di qualità del lavoro identificando quattro principali aree tematiche:

·  cambiamento di compiti, competenze, formazione e occupabilità;

·  occupazione atipica e sicurezza dell'occupazione;

·  salute, benessere e organizzazione del lavoro flessibile;

·  rappresentanza e parere dei dipendenti.

Le differenze al livello della qualità del lavoro si riscontrano sia tra i vari settori che all’interno degli stessi. L’agricoltura, l’industria, l’edilizia, il commercio, nonché il settore dell’ospitalità e dei trasporti riportano minori prospettive di carriera, livelli più bassi di competenze e riservatezza, una più scarsa qualità dell’orario di lavoro e un ambiente fisico meno sicuro. Al contrario, nei servizi finanziari, l’ambiente fisico è migliore, così come le prospettive, le competenze e la riservatezza, ma questo spesso si ottiene a scapito di una maggiore intensità di lavoro. All’interno di vari settori, i dirigenti, i professionisti, i tecnici e i lavoratori altamente istruiti godono generalmente di una migliore qualità del lavoro rispetto ad altre occupazioni. I cambiamenti a livello di mansioni e competenze richieste hanno avuto un impatto significativo sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro. Tra il 2010 e il 2015, le mansioni che i lavoratori erano tenuti a svolgere sono cambiate in modo significativo. Si è registrata un’intensificazione dell’uso delle TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione), un aumento dei compiti cognitivi e un declino dei compiti ripetitivi e fisici. In questo contesto, la formazione rappresenta un elemento cruciale per garantire l’occupabilità dei lavoratori. Se da un lato la salute e il benessere dei lavoratori nella maggior parte dei settori sono vicini alla media dell’UE, dall’altro alcuni settori sono caratterizzati da un più basso livello di salute e sicurezza sul lavoro, dovuto principalmente a condizioni di lavoro sfavorevoli. La presenza dei rappresentanti sindacali dei lavoratori costituisce un fattore importante per migliorare questi aspetti. La ricerca mostra, infatti, che nei settori nei quali si registrano bassi livelli di rappresentanza sindacale (come il settore agricolo, dell’edilizia, del commercio e quello dell’ospitalità) è presente maggiore precarietà, mancanza di accesso alla formazione, minore qualità del lavoro, maggiore intensità di ore di lavoro ed un ambiente sociale meno attraente e con prospettive di carriera più limitate.

 
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