04/11/2020

CSAN65

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Nel trattamento economico da conguagliarsi per i periodi di sospensione cautelare, in caso di riammissione in servizio del dipendente, deve essere ricompreso anche il compenso correlato al raggiungimento degli obiettivi?

Durante l'intero periodo di sospensione (cautelare obbligatoria e facoltativa), ai sensi del previgente art. 15, comma 7, del CCNL del 19/04/04 del comparto sanità e successive modifiche e integrazioni, veniva corrisposta un'indennità pari al 50% della retribuzione indicata all'art. 37, comma 2, lettera b), del CCNL integrativo del 20 settembre 2001, nonchè gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti.

Orbene, la retribuzione indicata all’art. 37, comma 2, lettera b) non era altro che la retribuzione tabellare (ivi incluse le fasce economiche successivamente conseguite). E ciò è confermato nella nuova norma contrattuale in materia, entrata in vigore il 22 maggio 2018, ovverosia l’art. 68, comma 7, del CCNL del 21/5/2018 del comparto sanità dove, senza introdurre sostanziali cambiamenti di disciplina ma con maggiore chiarezza, si precisa che al dipendente sospeso sono corrisposti un’indennità pari al 50% dello stipendio tabellare nonché gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti.

Nel caso poi di sopravvenienza, ai sensi del successivo comma 8, del previgente art. 15 del CCNL del 19/04/04 di sentenza definitiva di assoluzione o proscioglimento era prevista l’erogazione di tutto il trattamento economico, ad eccezione dei compensi direttamente correlati all’effettività della prestazione lavorativa (es. servizi speciali e lavoro straordinario), riferiti al periodo durante il quale il dipendente è stato sottoposto a sospensione cautelare. Ed anche il vigente art. 68, comma 8, del CCNL del 21/5/2018, più esplicitamente conferma che dovrà essere erogato “quanto dovuto  al dipendente  se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o i compensi connessi alla presenza in servizio o a prestazioni di carattere straordinario”.

Inoltre, per quanto attiene, in particolare, ai compensi correlati al raggiungimento di obiettivi come ad es. quelli correlati alla performance, in applicazione dell’art. 5 del CCNL 31.7.2009 del comparto sanità, ancora vigente, l’erogazione dei compensi diretti a migliorare la produttività deve essere effettuata sulla base di criteri individuati dalla contrattazione integrativa in conformità alle disposizioni del CCNL vigente e comunque non potrà essere commisurata alle giornate di presenza/assenza del dipendente ma dovrà essere commisurata all'attività di servizio svolta, ai risultati conseguiti e all'effettivo apporto quali/quantitativo ai progetti e programmi.

Ne consegue che ove, comunque, per parziali periodi di servizio anche di durata non annuale, vi sia stato un effettivo apporto partecipativo del dipendente e questo sia stato giudicato idoneo ad incidere sul raggiungimento degli obiettivi, sulla base delle risultanze del sistema di valutazione delle prestazioni adottato dall’ente, allo stesso non può non essere riconosciuta anche una quota del compenso correlato alla performance.

Si ritiene infine doveroso rammentare che secondo un consolidato orientamento applicativo della scrivente Agenzia sia la dizione del previgente art. 15, comma 8 del CCNL del 19/04/04 sia quella dell’analogo vigente art. 68, comma 8, del CCNL del 21/5/2018 non sono suscettibili di un’interpretazione estensiva che ricomprenda anche la diversa fattispecie della pronuncia di non doversi procedere per accertata estinzione del reato contestato (ma non accertato) per intervenuta prescrizione.

 
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