18/03/2019

CSAN26

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La scelta della richiesta di permesso su base giornaliera o oraria, per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, di cui all’art. 40 del CCNL del 21.05.2018, spetta al dipendente, indipendentemente dalla durata della prestazione, oppure è necessario che l’impegno della prestazione, non determinante l’incapacità lavorativa. implichi la presenza del dipendente, debitamente attestata dalla struttura sanitaria, con orario almeno pari alla durata della giornata lavorativa?

L’ art. 40 titolato "Assenze per l 'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici” al comma 1 stabilisce che  "Ai  lavoratori  sono riconosciuti specifici  permessi  per  l'espletamento  di  visite,  terapie,  prestazioni specialistiche od esami diagnostici, fruibili su base sia giornaliera che oraria, nella misura massima di 18 ore annuali, comprensive anche dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro" ed al comma 5 prevede che  "I permessi orari di cui al  comma  1 possono  essere fruiti anche cumulativamente per la durata dell'intera giornata lavorativa. In tale ipotesi, l'incidenza dell'assenza sul monte ore dei permessi a disposizione del dipendente viene computata con riferimento all'orario  di lavoro convenzionale  nella giornata  di assenza di cui all'art. 27, comma 10 (Orario di lavoro).

Nel merito della richiesta, è necessario precisare che  la  disciplina  dettata dall'articolo in commento è del tutto innovativa. Infatti, al lavoratore   sono riconosciuti, da contratto, specifici permessi retribuiti per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici fruibili sia su base giornaliera che oraria, nella misura massima di 18 ore annuali, comprensive, come specifica la stessa clausola "anche dei tempi di percorrenza da e  per la sede di lavoro".

Ciò premesso, per fruire di un permesso su base giornaliera, ovverosia cumulativamente per la durata dell'intera giornata, per gli espletamenti sopra descritti, non concomitanti con una situazione di incapacità lavorativa e non determinanti una incapacità lavorativa conseguente (i quali sono invece regolamentati rispettivamente dal comma 11  e 12), il comma 9 dell'articolo in esame prevede che l'assenza debba essere giustificata mediante specifica attestazione di presenza, redatta dal medico o dal personale amministrativo della struttura sanitaria, indicante la durata della prestazione. A tale durata vanno a sommarsi "anche... " i "... tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro" che l'Azienda potrà calcolare anche  sulla base delle indicazioni fornite dal lavoratore.  Resta inteso che, se, in base alle circostanze, non fosse possibile recarsi alla sede di lavoro prima della visita, i tempi di percorrenza dovranno essere calcolati con riferimento alla partenza dall'abitazione.

Pertanto, sulla base di tali informazioni, l'Azienda  dovrà  valutare  se  trattasi  di permesso su base giornaliera in  relazione  all'orario  effettivo  di  durata  della  giornata lavorativa  in cui il lavoratore  si è dovuto assentare   anche se, ai sensi del precedente  comma 5, comunque tale assenza giornaliera "...sul monte ore dei permessi a disposizione del dipendente viene computata con riferimento all'orario di  lavoro  convenzionale  nella giornata di assenza di cui all’art. 27, comma 10 (Orario di lavoro)".

Ne consegue che la fruizione del permesso su base giornaliera o oraria è imprescindibilmente connessa solo alla  effettiva durata della prestazione e dei tempi di percorrenza da e per la sede di lavoro e non può, quindi essere oggetto di una libera scelta del lavoratore.

 
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