05/09/2012

AII_108_Orientamenti_Applicativi

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Al Segretario Generale di un comune, svolgente anche le funzioni di Direttore Generale, è stato conferito l’incarico di direzione di una struttura organizzativa dell’ente vacante.

In tale contesto le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione della funzione dirigenziale affidata al Segretario devono essere considerate:

a)      non utilizzate e distribuite a titolo di retribuzione di risultato ai dirigenti in servizio per l’anno di riferimento, ai sensi dell’art.27, comma 9, del CCNL del 23.12.1999;

b)     economie di bilancio, con conseguente impossibilità non solo di ricomprenderle tra quelle utili per la retribuzione di risultato per l’anno di riferimento ma anche di riportarle all’anno successivo come somme non utilizzate?

Nel merito del quesito formulato, si ritiene che, nel caso in esame, le risorse per la retribuzione di posizione e di risultato della funzione dirigenziale affidata al Segretario Generale devono considerarsi economie, che conseguentemente tornano a far parte delle risorse di bilancio.

Infatti, in proposito, occorre considerare che l’ente ha deciso di non ricoprire il posto dirigenziale vacante della dotazione organica, optando per l’assegnazione delle relative funzioni direttamente al Segretario Comunale.

Poiché, dunque, i compiti di cui si tratta sono stati affidati al Segretario, la quota delle risorse relativa agli stessi sono risparmiate dall’ente e ritornano nelle risorse di bilancio.

Infatti, il segretario è destinatario di una diversa ed autonoma disciplina contrattuale che prevede una specifica regolamentazione dei trattamenti economici da corrispondere allo stesso e delle modalità di copertura dei relativi oneri (per i compiti aggiuntivi: art.41, comma 5, del CCNL dei segretari comunali e provinciali del 16.5.2001 e successivi contratti integrativi di livello nazionale).

Conseguentemente, le risorse di cui si tratta possono essere utilizzate per coprire, a carico del bilancio dell’ente, gli oneri derivanti dalla attribuzione di questi specifici compiti aggiuntivi, salvo a ritornare nelle disponibilità dell’art. 27 del CCNL del 23.12.1999, di affidamento degli stessi di nuovo ad un dirigente.

Ogni diversa interpretazione, anche quella che prevedesse una ridistribuzione delle risorse per incrementare la sola retribuzione di risultato degli altri dirigenti, ai sensi degli art.27, comma 9, e 28, comma 2, del CCNL del 23.12.1999, si tradurrebbe, alla luce di quanto detto,  in un doppio onere a carico dell’ente per lo svolgimento delle medesime funzioni dirigenziali.

 
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