08/10/2013

AII_114_Orientamenti_Applicativi

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Può un ente operare un taglio lineare sul valore della retribuzione di posizione delle varie funzioni dirigenziali e di tutte le posizioni organizzative previste dal proprio ordinamento, come precedentemente determinate, per operare un risparmio di spesa corrente, in un contesto in cui è rispettato il patto di stabilità e la spesa del personale si mantiene all’interno dei limiti di contenimento?

Relativamente a tale problematica, si osserva quanto segue:

a)    in presenza di particolari esigenze, opportunamente motivate ed evidenziate, l’ente certamente potrebbe procedere ad una rivisitazione complessiva dei valori della retribuzione di posizione di tutte le funzioni dirigenziali e di tutte le posizioni organizzative presenti nella propria organizzazione (sempre nel rispetto tuttavia dei minimi stabiliti dall’art.10 del CCNL del 31.3.1999), sulla base dei medesimi criteri e metodologie di graduazione che sono stati utilizzati per la loro precedente definizione;

b)    tuttavia, nel caso delle posizioni organizzative, le risorse stabili che si liberano per effetto dei “tagli” apportati all’ammontare della retribuzione di posizione ad esse relative non possono essere considerate come risparmio della spesa corrente. Infatti, in presenza di un ente con dirigenza, esse, non essendo più vincolate al finanziamento della retribuzione di posizione delle varie posizioni organizzative esistenti, sono portate in detrazione allo specifico fondo di cui all’art.17, comma 2, lett. c) del CCNL dell’1.4.1999, rientrando tra quelle generali di cui all’art.15 del CCNL dell’.1.4.1999. Le stesse, unitamente alle altre effettivamente disponibili, potranno essere destinate al finanziamento degli altri istituti del trattamento accessorio del personale, di cui all’art.17 del CCNL dell’1.4.1999, sulla base delle autonome scelte adottate in sede locale dalle parti negoziali. Infatti, nessuna norma contrattuale o legale (la fattispecie non rientra in alcun modo nelle previsioni dell’art.9, comma 2-bis della legge n.122/2010) impone la riduzione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa di un importo corrispondente a quelle di cui si tratta;

c)    anche nel caso della dirigenza le risorse “tagliate” alla retribuzione di posizione delle funzioni non potrebbero essere considerate risparmio di spesa corrente, per le medesime ragioni esposte relativamente alle posizioni organizzative. Queste risorse, infatti, restano acquisite tra quelle destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, di cui all’art.26 del CCNL del 23.12.1999, con conseguente, esclusiva destinazione alla sola retribuzione di risultato. Anche per queste risorse valgono le considerazioni sopra esposte per le posizioni organizzative in ordine all’eventuale riduzione con il consenso sindacale e alle future possibilità di nuovo incremento delle stesse.

 
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