25/11/2011

AII7_Orientamenti_Applicativi

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Alla cessazione del rapporto, i giorni di ferie non goduti per causa di servizio vanno monetizzati in base al loro valore alla data di cessazione del rapporto o in base al loro valore nell’anno di maturazione?

I casi in cui è possibile procedere alla monetizzazione delle ferie maturate e non godute sono piuttosto limitati. Osserviamo, inoltre, che dovrebbe essere regola di buona amministrazione imputare al residuo ferie dell’anno precedente, fino al suo esaurimento, le ferie fruite nell’anno successivo. In questo modo si evita di dover monetizzare, all’atto della cessazione del rapporto, ferie maturate in epoche molto risalenti nel tempo e si riduce sensibilmente l’incidenza del problema.

Ciò premesso, sembra comunque corretto monetizzare ciascuna giornata di ferie maturata e non goduta con riferimento al suo valore all’atto della cessazione del rapporto. Una diversa soluzione si tradurrebbe in un ingiustificato pregiudizio per il dipendente, posto che la monetizzazione delle ferie non può avvenire in costanza di rapporto.

Nel caso che le ferie siano state maturate (e non godute) in una qualifica funzionale diversa (inferiore) da quella posseduta alla data della cessazione del rapporto, la monetizzazione (alla data della cessazione del rapporto) dovrà prendere come riferimento il valore attuale della giornata di ferie della qualifica posseduta dal dipendente nell’anno di maturazione del diritto. Ciò al fine di evitare un ingiustificato vantaggio per il dipendente.

NOTA BENE: La materia è ora disciplinata dall’art. 8, comma 2 del CCNL del 27.2.2002, secondo il quale la monetizzazione delle ferie deve essere effettuata “con riferimento all’anno di mancata fruizione”.

 
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