05/09/2012

AII_90_Orientamenti_Applicativi

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Quali soluzioni adottare per sostituire  un dirigente assente per malattia o per maternità per un periodo preferibilmente lungo?

L’unica soluzione è quella di conferire ad interim ad altro dirigente, in considerazione del fatto che l’ente sosterrebbe un doppio onere per remunerare la medesima funzione, oppure è preferibile conferire un incarico a termine ad un dirigente esterno. In questo secondo caso, come devono essere finanziati i relativi oneri? E’ preferibile ’attribuire l’incarico ad interim ad un altro dirigente o conferire un incarico a termine ad un dirigente esterno ?

Entrambe le soluzioni sono astrattamente possibili.

La seconda (l’assunzione di un dirigente a termine dall’esterno), da un lato, presuppone evidentemente una durata dell’assenza almeno pari ad un anno (che può identificare il periodo minimo di un incarico dirigenziale in relazione agli obiettivi da assegnare allo stesso, in base ai contenuti del Peg, anche ai fini della valutazione dello stesso); dall’altro, comporta i problemi di finanziamento  evidenziati nel quesito.

Sembra preferibile la diversa opzione del conferimento di un incarico ad interim ad altro dirigente in servizio.

In particolare, si suggerisce la lettura dell’orientamento applicativo AII42.

In proposito, si ritiene utile anche specificare ulteriormente  quanto segue.

Relativamente all’utilizzo delle risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti in un determinato anno e che, a consuntivo, risultassero ancora disponibili in quanto non utilizzate, non può che farsi riferimento alle specifiche previsioni dell’art.27, comma 9, e dell’art.28, comma 2, del CCNL del 23.12.1999. In particolare, l’art.27, comma 9 del CCNL dell’area della dirigenza del 23.12.1999 prevede che: “le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di posizione devono essere integralmente utilizzate. Eventuali risorse che a consuntivo risultassero ancora disponibili sono temporaneamente utilizzate per la retribuzione di risultato relativa al medesimo anno e quindi riassegnate al finanziamento della retribuzione di posizione a decorrere dall'esercizio finanziario successivo.

Secondo l’art.28, comma 2, del medesimo CCNL dell’area della dirigenza del 23.12.1999: “Le risorse destinate al finanziamento della retribuzione di risultato devono essere integralmente utilizzate nell’anno di riferimento. Ove ciò non sia possibile, le eventuali risorse non spese sono destinate al finanziamento della predetta retribuzione di risultato nell’anno successivo.”;

Tali disposizioni consentono di utilizzare le risorse destinate al pagamento delle retribuzioni di posizione e di risultato relative a posti di qualifica dirigenziale vacanti (anche temporaneamente, per assenza del titolare) per valorizzare adeguatamente la retribuzione di risultato dei dirigenti che, in base alle previsioni del regolamento degli uffici e dei servizi, sono stati incaricati ad interim delle relative funzioni. Deve invece escludersi che ad un dirigente possano essere erogate due (o più) retribuzioni di posizione.

E’ evidente che, a monte, le risorse complessivamente a disposizione per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato devono essere solo quelle correttamente quantificate nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’art.26 del CCNL del 31.3.1999, tenendo conto della diversa natura delle stesse; incrementi ingiustificati delle stesse, anche se disposti in periodi temporali precedenti, non possono essere in alcun modo legittimati né possono essere utilizzati ancora per le finalità di cui si tratta.

Ove si verifichi la fattispecie considerata del conferimento di incarichi “ad interim”, l’ente darà applicazione alle previsioni contrattuali sopra richiamate, “valorizzando” significativamente la retribuzione di risultato dei dirigenti interessati, in modo da tenere conto anche delle responsabilità connesse all’espletamento degli incarichi ad interim (art. 29, comma 1, del CCNL del 23.12.1999) e dalla gravosità della situazione determinatasi in capo a ciascun dirigente per effetto dell’affidamento di più incarichi contemporaneamente.

Si ritiene che la “valorizzazione” debba essere realizzata tenendo conto dei criteri di determinazione del valore della retribuzione di risultato adottati dagli enti in applicazione delle previsioni dell’art.29 del CCNL del 23.12.1999. In tale ambito, pertanto, l’ente terrà conto anche del “peso” del nuovo incarico ad interim affidato al dirigente e del maggiore impegno che, complessivamente, grava sullo stesso per effetto del doppio incarico. Evidentemente, l’importo della retribuzione di risultato che sarà effettivamente erogato al dirigente terrà conto, secondo le regole generali, della valutazione complessiva dei risultati conseguiti dallo stesso nell’espletamento degli incarichi allo stesso conferiti.

Sulla base di criteri autonomamente determinati, quindi, l’ente procederà alla valutazione annuale dei risultati conseguiti dai dirigenti interessati, anche con riferimento agli incarichi di cui sono titolari ad interim, tenendo conto ovviamente della effettiva partecipazione dei dirigenti al raggiungimento degli obiettivi prefissati per ciascuna posizione dirigenziale (quella di cui è titolare e quella oggetto dell’interim). In base a tale ultima valutazione, al dirigente titolare dell’interim sarà corrisposta la complessiva retribuzione di risultato, utilizzando le risorse derivanti dalla corretta applicazione delle previsioni del citato art.26 del CCNL del 23.12.1999.

La necessità della positiva  valutazione  dell’effettivo  apporto partecipativo del dirigente cui sia stato conferito l’incarico “ad interim” al raggiungimento degli obiettivi e dei risultati connessi alla funzione dirigenziale vacante, che ha dato luogo al conferimento di tale incarico, consente di escludere che si possa operare un semplice riproporzionamento del maggiore importo della retribuzione di risultato stabilito in relazione alla durata temporale dell’incarico ad interim.

E’ evidente, però, che un ridotto periodo dell’incarico “ad interim” non può non influire sul giudizio finale in ordine al conseguimento degli obiettivi assegnati;

Pertanto, le risorse corrispondenti alla retribuzione di risultato non corrisposta o corrisposta solo in parte al dirigente assente (e a causa dell’assenza) saranno utilizzate per valorizzare la retribuzione di risultato del dirigente cui sia stato conferito l’incarico “ad interim”.

 
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