24/02/2021

CIRS45

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In caso di parto plurimo i primi 30 giorni del congedo parentale retribuiti al 100% si riferiscono a ciascun figlio?

L’art. 12, comma 4, del CCNL 29.11.2007 comparto Scuola, nel disciplinare i congedi parentali rinvia all’art. 32, comma 1, lett. a) del d. lgs. n. 151/2001 - Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità -  con la sola specificazione del trattamento economico di maggior favore per le lavoratrici madri, o in alternativa per i lavoratori padri, relativo ai primi trenta giorni del periodo di astensione dal lavoro. Nulla stabilisce la norma contrattuale per il caso particolare di parto gemellare o plurigemellare. Su questo punto si rileva che la disciplina legislativa su citata espressamente sancisce che ciascun genitore ha diritto al congedo parentale per ogni bambino nei suoi primi dodici anni di vita. La portata della norma legislativa è stata chiarita sia dalla circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 2000 n. 43, sia dalla circolare Inps n. 8/2003, la quale afferma che in caso di parto gemellare o plurigemellare ciascun genitore ha diritto a fruire per ogni nato del numero di mesi di congedo parentale previsti dallo stesso art. 32 (in sintesi, per ciascun figlio fino a 6 mesi per la madre, fino a 7 mesi per il padre, nel limite complessivo di 10 o 11 mesi fra entrambi i genitori).

Per quanto concerne, invece, il trattamento economico di miglior favore (cioè il mantenimento del 100% della retribuzione per i primi trenta giorni), si rileva che esso mantiene l’interdipendenza con l’evento naturale, unico, del parto e pertanto anche in presenza di parti gemellari o plurigemellari compete una sola volta, cumulativamente per entrambi i genitori.

Questa del resto è l’unica tesi compatibile e coerente con la logica previsionale dei costi contrattuali dello specifico comparto Scuola, così come approvati dal Governo e positivamente certificati dalla Corte dei Conti.