“Tutti dovranno contribuire. Per avere uno Stato migliore”

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Intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Filippo Patroni Griffi. 

La pubblica amministrazione in questi anni è stata chiamata ad un processo di riforma. Di profonda riforma. Quella che si sta aprendo, però, è una fase nuova. Una fase caratterizzata non più da tagli lineari. L’obiettivo di oggi non è solo spendere meno ma spendere meglio. E’ una nova sfida a cui è chiamata l’intera macchina dello Stato.

Non ci sono alternative se vogliamo evitare che gli eccessi nella spesa pubblica vanifichino gli sforzi che stiamo facendo per restituire funzionalità ed efficienza alla macchina dello Stato. E’ un processo lento ma inevitabile, che procede a piccoli passi ma in maniera inesorabile.

Siamo chiamati al miglioramento della spesa pubblica. Che vuol dire la ricerca degli sprechi, la verifica e la selezione della spesa produttiva e di quella improduttiva.

La nostra bussola sarà quella di gestire i soldi dello Stato, e quindi di tutti i cittadini, come il buon padre di famiglia gestirebbe le proprie finanze.

In questo anno, prima con il commissario Enrico Bondi e ora con il neo insediato Carlo Cottarelli, molti passi in avanti sono stati fatti. Ma questo non basta ancora. Dobbiamo riuscire a fare nella cosa pubblica ciò che si fa abitualmente nel privato. Tagliare i rami secchi per dare linfa a quelli che devono portare frutto. Ottimizzare le risorse, creare l’ambiente favorevole per gli investimenti con ulteriori liberalizzazioni, semplificazioni e pratiche anticorruzione. Bisogna rimuovere ciò che è di ostacolo agli investimenti con l'impegno di tutti i protagonisti del Paese, a cominciare da Enti locali e Regioni. Solo così si potrà far ripartire il nostro Paese, ridare speranza alle giovani generazioni garantendo loro sbocchi occupazionali.

Il Consiglio dei Ministri in questi primi sei mesi di attività ha voluto credere in un progetto per rilanciare la credibilità della “macchina Stato”. Ha iniziato da tagli tangibili, come quello della riduzione del 25% delle auto blu di Palazzo Chigi e la vendita di tre dei dieci aerei di Stato per un risparmio di 50 milioni di euro. Poi ha voluto gettare le basi per risparmi che arriveranno tra qualche anno, come l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che si trasformerà in un nuovo sistema basato sulla contribuzione volontaria da parte dei privati. Ma tutto questo sforzo non avrebbe senso se di pari passo non venissero messe in moto quelle riforme istituzionali di cui lo Stato ha bisogno.

Nessuno potrà sentirsi escluso da questa nuova fase. Tutti dovranno contribuire. Per avere uno Stato migliore.

Filippo Patroni Griffi
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
 
EDITORIALE
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