La previdenza complementare del pubblico impiego: finalmente si parte

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Attesa a lungo, finalmente l’offerta di fondi per il settore del pubblico impiego privatizzato è completa: dopo Espero sono diventati pienamente operativi anche gli altri due fondi.

Hanno infatti da poco iniziato a raccogliere le adesioni il Fondo Perseo, dedicato ai dipendenti del comparto Regioni, Enti locali e Sanità, e il Fondo Sirio, per i lavoratori dei Ministeri, degli Enti parastatali, Cnel e Enac, ai quali si sono aggiunti, tramite la sottoscrizione di appositi accordi di adesione, anche i lavoratori dei comparti dell’Università, della Ricerca e delle Agenzie fiscali.

Se è vero che l'avvio di Sirio e Perseo si svilupperà nel solco dell'esperienza del fondo Espero, da cui si potranno trarre importanti indicazioni, non bisogna dimenticare che rispetto al passato la promozione della previdenza complementare dei pubblici dipendenti assume una connotazione nuova, dopo le ultime riforme che hanno interessato il settore. I promotori dei nuovi fondi, infatti, avranno il compito di valorizzare il nuovo contesto previdenziale post Monti-Fornero e di identificare delle nuove “leve” per lo sviluppo delle adesioni (prima fra tutte la riformata disciplina del Tfs, cfr. infra).

Quanto alla situazione generata dalla riforma previdenziale Monti-Fornero, occorre considerare l’incremento significativo dell'età di pensionamento che rende ancora più utile, rispetto al passato, affrontare gli ultimi anni dell’attività lavorativa con un’adeguata dotazione di previdenza complementare per fronteggiare eventuali difficoltà.

Quanto alla situazione del Tfs/Tfr, invece, occorrerà fare chiarezza circa i vantaggi dell’adesione al fondo pensione. Ricordiamo, infatti, che il pagamento del Tfr è soggetto a termine di dilazione da 6 a 24 mesi, che invece non trova applicazione se il Tfr “transita” attraverso il fondo pensione, sia pur limitatamente alla quota di Tfr conferito virtualmente al fondo pensione; inoltre le modifiche introdotte dal decreto legge 78/2010 a far data dal 1° gennaio 2011 – in base alle quali i dipendenti pubblici in regime di Tfs si vedono corrispondere la prestazione in due quote: la prima, riferita alle anzianità utili fino al 31 dicembre 2010, sarà calcolata con le regole di computo del Tfs, mentre la seconda quota segue le regole dell’art. 2120 c.c. ma su una base imponibile ridotta – rendono l’adesione al fondo particolarmente vantaggiosa per gli “ante 2000”. L'adesione del dipendente pubblico al proprio fondo pensione, infatti, potrebbe consentire a questi lavoratori di ottenere un calcolo più vantaggioso sulle cd. “quota B” dal momento dell’adesione fino al collocamento a riposo[1].

Resta sullo sfondo la questione dell’applicazione della vecchia disciplina (D.Lgs. n. 124/93 invece del D.lgs. n. 252/2005) ai dipendenti pubblici aderenti ai propri fondi negoziali Espero, Perseo e Sirio. Forse il lancio dei nuovi fondi e il completamento dell’offerta previdenziale meriterebbero un’attenta riflessione volta ad estendere anche ad essi la disciplina civilistica e fiscale delle prestazioni di cui al D.Lgs. n. 252/2005. Questa operazione, oltre che doverosa dal punto di vista della parità di trattamento tra pubblici e privati, avverrebbe nel momento giusto, fornendo un’ulteriore spinta alle adesioni.

Con l’avvio di Perseo e Sirio, però, va ricordato come restino esclusi ancora i cd. lavoratori in “regime di diritto pubblico” per i quali il D.Lgs. n. 252/2005, in linea di continuità con il D.Lgs. n. 124/93, stabilisce la possibilità di istituire forme di previdenza complementare attraverso le norme dei rispettivi ordinamenti o, in mancanza, mediante accordi tra i dipendenti stessi promossi da loro associazioni[2]. L’auspicio è che quest’ultimo vuoto venga rapidamente colmato.

Damiana Mastantuono
Paolo Pellegrini

 


[1] In questo caso, infatti, il calcolo del Tfr viene effettuato sul 100% di tutti gli emolumenti percepiti, compresi la retribuzione professionale docenti (Rpd), il compenso individuale accessorio (Cia) e l’indennità di amministrazione, mentre il calcolo del Tfs, dal 1° gennaio fino alla pensione, è calcolato sull’80% delle sole voci stipendiali utili per il Tfs, che sono lo stipendio tabellare e l’indennità integrativa speciale.

[2] Rientrano nella categoria i seguenti lavoratori: magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, nonché i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività in materia di tutela del risparmio (Banca Italia, Consob, Antitrust), professori e ricercatori universitari.

 
EDITORIALE
Come allentare il nodo burocrazia?

 

Creare un unico “quasi mercato” del lavoro pubblico nel quale siano eliminate le barriere legate all’appartenenza giuridica dei dipendenti e dirigenti alle singole amministrazioni, le quali potrebbero avere maggiore flessibilità nell’attingere o cedere in questo grande bacino, sulla base delle effettive e progressive esigenze.

Da anni siamo alla ricerca di strumenti e metodi per snellire l’apparato e le procedure burocratiche. Come in un moto pendolare si individuano percorsi apparentemente virtuosi e dopo poco le resistenze e la scarsa convinzione ci riconducono sui nostri passi. Penso alla privatizzazione del rapporto di lavoro, all’enfasi posta sulla responsabilità dirigenziale (che si aggiunge alle incombenti responsabilità civili, penali ed amministrative che caratterizzano l’operato del dirigente pubblico), alle incerte forzature con cui si sono introdotti sistemi incentivanti la produttività e premi individuali. Chi si occupa di questi temi ha vissuto direttamente le resistenze ma soprattutto i limiti di tutti questi strumenti. 

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