Previdenza complementare: Sirio, terzo Fondo per i dipendenti pubblici

Stampa

Con i suoi 350mila potenziali utenti giunge, dopo Espero e Perseo, a realizzare la completa definizione del terzo pilastro della previdenza complementare di fonte negoziale dei pubblici dipendenti contrattualizzati.

Il 14 Settembre è stata una giornata molto importante perché si è realizzato lo scopo che, per lungo tempo, ha visto ARAN, Sindacati, istituzioni governative, Covip ed Inpdap generosamente impegnati a realizzare la previdenza complementare per i dipendenti contrattualizzati nel P.I. Sirio può contare su un potenziale bacino di circa 350 mila utenti, se si tiene conto che interessa i dipendenti dei ministeri, degli Enti pubblici non economici, della Presidenza del Consiglio, del CNEL e dell’Enac; ma a questo Fondo – per espressa previsione - potranno aderire i dipendenti delle Università e della Ricerca, delle Agenzie fiscali, del Coni e delle Federazioni sportive. Ciò comporterà, ovviamente, alcuni adempimenti da espletare: si allude agli atti di adesione dei comparti pubblici, ma il traguardo ormai si può toccare quasi con mano.

Sirio giunge terzo dopo Espero (costituito nel novembre del 2003 per i dipendenti della scuola – circa un milione di potenziali utenti) e dopo Perseo (costituito nel dicembre del 2010 per i dipendenti delle Autonomie locali e della Sanità – circa un milione e duecentomila addetti). Si tratta di strutture che, come quelle già esistenti, implementano il secondo pilastro della previdenza, quella complementare di fonte negoziale, parallelo al sistema generale obbligatorio, precisando che il Fondo è a contribuzione definita e a capitalizzazione individuale.

Traendo spunto da queste enunciazioni, che hanno il pregio di una facile comprensione, pur nella massima sinteticità, sembra importante fare qualche sottolineatura – valida per tutti i nostri Fondi – che può aiutare a comprendere quanto interesse possa esserci nel partecipare ai Fondi di categoria c.d. chiusi e quali vantaggi questi offrono ai propri iscritti. Innanzitutto deve farsi una prima e importante riflessione sul fatto che la gestione di tutto l’apparato spetta alle parti sociali che, in misura paritetica, compongono gli organi amministrativi e di controllo; tutto ciò in un contesto che vede il rigoroso e costruttivo controllo di Covip. Vale la pena aggiungere che l’adesione al Fondo è libera e volontaria e comporta il passaggio al trattamento di fine rapporto (TFR) che sostituisce l’indennità di fine servizio (TFS, buonuscita, ecc.), comunque denominata, con il vantaggio che nessun onere è posto a carico del dipendente. Si deve poi tenere presente che la predetta adesione consente di beneficiare di un trattamento fiscale più favorevole sui contributi versati, nonché sui rendimenti e sulle prestazioni percepite.

Occorre però ricordare che per quanto concerne il trattamento fiscale, quest’ultimo è di minor favore rispetto a quello che è stato definito dal d.lgs. n. 252/2005 (che ha aggiornato la disciplina previdenziale per i dipendenti privati), restando le pensioni per i dipendenti pubblici ancora disciplinate dal d.lgs. n. 124/93. Su questo argomento non si possono che attendere comportamenti coerenti del legislatore non solo per la parità fiscale ma per tutto ciò che riguarda la migliorata normativa per i privati, facendo salve le specificità per il settore pubblico. E’ stato sopra affermato che il Fondo è a contribuzione definita e a capitalizzazione individuale; ciò significa che ciascun iscritto diventa titolare di un’apposita posizione previdenziale sulla quale verranno via via riportati i contributi nella misura stabilita (versati in misura paritetica: 1% a carico del datore di lavoro e del lavoratore); sulla medesima posizione verranno aggiunti i risultati della gestione finanziaria. Le quote di TFR (2% della retribuzione utile per il calcolo dello stesso) non saranno versate al Fondo ma accantonate figurativamente presso l’Inpdap che le contabilizzerà e le rivaluterà, unitamente all’1% di quanti si iscriveranno il primo anno di attività del Fondo o allo 0,50% se l’iscrizione avviene entro il secondo anno ed all’1,5% del contributo neutro, convenzionalmente stabilito, per il passaggio, con l’iscrizione al Fondo, al sistema del TFR.

L’insieme dei contributi figurativi sarà svincolato a fine rapporto e realizzerà così il montante utile per la liquidazione della prestazione agli interessati.

A proposito di prestazioni queste possono distinguersi in: pensioni di vecchiaia, pensioni di anzianità, riscatti da capitale ed anticipazioni.

Ora che, per sommi capi, si è descritto il funzionamento dei nostri Fondi è indispensabile capire e far capire, attraverso ogni possibile supporto informativo, che è irragionevole non pensare adesso alle esigenze che cresceranno in conseguenza dell’avanzare dell’età e di un tasso di sostituzione pensione/retribuzione sempre più scarno. Ognuno deve essere consapevole che il nostro Paese ha bisogno di un sistema efficiente di Fondi pensione complementare giacché è illusorio sperare che il sistema pensionistico obbligatorio possa reggere il carico delle prestazioni dovute ed erogarle per lunghi periodi di tempo, essendo di molto aumentata la speranza di vita e ciò nonostante il progressivo recupero al sistema del metodo contributivo.

Un atteggiamento poco costruttivo, sia nell’informazione sia nella volontà d’iscrizione, crea tutti presupposti per acquisire una pensione sempre più decrescente e quindi incapace a soddisfare anche esigenze primarie relegando, anche chi ha tanto dato con il suo lavoro, ad una mortificante dipendenza economica dalla società o dalla famiglia.

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.