Area VI della dirigenza: retribuzione di posizione

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In relazione alle previsioni del CCNL del 21 luglio 2010, concernente il biennio economico 2008-2009, anche in mancanza di una previsione espressa in tale senso, è comunque corretto adeguare l’importo massimo della retribuzione di posizione di parte variabile nella stessa misura dell’incremento previsto per la retribuzione di posizione di parte fissa.

L’art.5, comma 3, del CCNL dell’Area VI della dirigenza del 21 luglio 2010, relativo al bienno economico 2008-2009, ha rideterminato espressamente l’ammontare della retribuzione di posizione parte fissa dei dirigenti di seconda fascia, a seguito degli incrementi recati, dal rinnovo, a tale particolare voce retributiva.

La medesima disciplina contrattuale non contiene, invece, alcuna indicazione espressa sull’adeguamento anche dell’importo massimo della retribuzione di posizione parte variabile, in corrispondenza dell’incremento apportato alla retribuzione di posizione di parte fissa.

Conseguentemente, viene chiesto, da alcuni enti pubblici non economici, quali siano le corrette modalità applicative di tale disciplina contrattuale, ed in particolare se sia, comunque, necessario “adeguare” il predetto importo massimo della retribuzione di posizione di parte variabile, elevandone il valore per una quota pari all’incremento della retribuzione di parte fissa.

In proposito, viene anche evidenziato che l’art.19, comma 3, del CCNL dell’Area VI, per il biennio economico 2006-2007, prevedeva l’incremento della retribuzione di posizione di parte fissa, mentre il successivo art. 22 disponeva, espressamente, l’adeguamento del tetto massimo della retribuzione di posizione di parte variabile.

In relazione a tale problematica, l’Aran ha chiarito che:

a) nella disciplina prevista dall’art. 5 del CCNL dell’Area  VI del 21.7.2010, relativo al biennio economico 2008-2009, anche in mancanza di una espressa indicazione in tal senso, occorre comunque procedere anche ad un incremento del tetto massimo della retribuzione di posizione di parte variabile del personale dirigente di seconda fascia (precedentemente fissato in € 45.348,31 dall’art.22, comma 3, del CCNL dell’Area VI della dirigenza, del 21.7.2010 relativo al biennio 2006-2007) nella stessa misura di quello previsto per la retribuzione di posizione di parte fissa dal comma 3 del citato art.5 del CCNL relativo al biennio economico 2008-2009;

b) si tratta, infatti, di un incremento che il CCNL ha disposto direttamente, utilizzando, a tal fine, le risorse disponibili per il rinnovo contrattuale e che, pertanto, assumendo carattere di obbligatorietà, non può non riguardare anche il valore massimo della retribuzione di posizione precedentemente individuato dalla disciplina negoziale;

c) una eventuale decisione volta ad escludere dal nuovo incremento i dirigenti che già fruivano della retribuzione di posizione di parte variabile nel valore massimo, proprio per il suo carattere restrittivo e limitativo, avrebbe dovuto essere formalizzata in una clausola espressa.

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