MAGGIO 2013

  • Focus ( 1 Articolo )



    • La contrattazione integrativa del settore pubblico
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      AutoritĂ  di governo e amministrazioni, organizzazioni sindacali e lavoratori hanno a disposizione, sul sito Aran, uno strumento importante ed utile anche per delineare gli sviluppi virtuosi della gestione del rapporto di lavoro del personale pubblico e della contrattazione collettiva.

  • AttualitĂ  ( 2 articoli )



  • Flash notizie ( 1 Articolo )



    • Prerogative sindacali per il triennio 2013-2015
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      In data 24 maggio 2013 è stata sottoscritta l’Ipotesi di CCNQ per la ripartizione delle prerogative sindacali alle organizzazioni sindacali rappresentative nei comparti, per il triennio 2013-2015. L’Ipotesi in parola, una volta firmato in via definitiva, consentirà alle confederazioni ed organizzazioni sindacali, provvisoriamente rappresentative nei comparti di contrattazione collettiva nel triennio 2013-2015, di fruire di distacchi, permessi e di tutte le altre prerogative sindacali.

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  • Aran in Europa ( 2 articoli )



EDITORIALE
I problemi lasciati aperti dal blocco della contrattazione nazionale

 

Dai dati presentati negli ultimi rapporti semestrali sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti viene la conferma che, in termini macroeconomici, le misure di contenimento varate sono risultate efficaci e che gli aggregati di finanza pubblica hanno potuto beneficiare di una dinamica negativa.

Per quanto concerne le retribuzioni medie pro-capite, l’ultimo rapporto semestrale Aran, riprendendo i dati Istat, aveva indicato nel 2011, per l’intero settore pubblico, una diminuzione della retribuzione media dello 0,8%, rispetto al precedente anno 2010. Gli ultimi dati Istat confermano sostanzialmente il dato 2011 (ora lievemente rivisto al rialzo: -0,7%) ed evidenziano una analoga flessione dei salari pubblici anche per l’anno 2012 (-0,6%).

Ancora più sostenuta è stata la riduzione sulla massa complessiva del costo del lavoro: il 2011 si è chiuso, infatti, con un -1,6% rispetto al 2010; il 2012 evidenzia una riduzione, ancora più marcata, del 2,3%. La massa si riduce in misura maggiore poiché somma l’effetto del calo delle retribuzioni pro-capite con l’ulteriore effetto del calo degli occupati.

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