GENNAIO 2012

EDITORIALE
Trattative con le Confederazioni: lo stato dell’arte

 

Accordo quadro sui nuovi comparti di contrattazione e il negoziato sulle relazioni sindacali.

Nonostante l’atto d’indirizzo per lo specifico Accordo quadro di definizione dei nuovi quattro comparti di contrattazione previsti direttamente dal D.Lgs. n. 150/2009 (artt. 40, comma 2, e 41, commi 2 e 3) risalga a quasi due anni fa, le trattative sono state tutt’altro che intense, poiché fortemente condizionate dalla scarsa volontà di tutte le Confederazioni a pervenire alla sottoscrizione dello stesso. Alla base di tale atteggiamento vi è innanzitutto una componente “ideologica” che vede le Confederazioni sindacali, in modo pressoché compatto, decisamente contrarie a parti significative del D.Lgs. n. 150/2009, tra le quali rientra anche quella in cui si prefigura, con decisione unilaterale a monte del legislatore, una drastica riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione del lavoro pubblico, comportante, come evidente, una significativa restrizione degli spazi di intervento, in materia, del sindacato. Pur prescindendo dagli aspetti più “politici” di cui si è detto, è bene rammentare che si è radicalizzata una differente posizione tra la generalità delle sigle sindacali e la volontà espressa dalle Regioni che, sulla base delle previsioni legislative, chiedono l’accorpamento del personale regionale con quello del servizio sanitario in un unico comparto di contrattazione. A tale difficoltà di fondo si sono aggiunti anche ulteriori problemi di ordine tecnico (forse superabili qualora ci fosse stata la volontà a farlo) con particolare riferimento al profilo della sommabilità dei voti e delle deleghe comunque facenti capo alle Confederazioni principali che, in base al proprio assetto organizzativo, hanno dato vita a soggetti sindacali differenti ed autonomi nei singoli attuali comparti.

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