Istruzione e abilità: risorse strategiche per la crescita

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Costruire le abilità adeguate al 21° secolo ripensando all’istruzione in termini di qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento. La Commissione chiede agli Stati membri sforzi necessari per sviluppare le abilità imprenditoriali, in quanto funzionali non solo alla creazione di nuove imprese ma anche alla occupazione dei giovani.   

In vista dei cambiamenti socio economici che stanno travolgendo l’Europa, la Commissione europea ha presentato al Parlamento, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, la comunicazione “Ripensare all’istruzione”.

Tale rethinking è necessario per poter sviluppare quelle abilità adeguate alle richieste del mondo del lavoro. Infatti, secondo la comunicazione, i sistemi di istruzione e formazione continuano a non essere in grado di fornire quelle abilità adeguate alla occupabilità e a non collaborare per avvicinare l’apprendimento alla realtà del mondo del lavoro. Questo disallineamento tra domanda ed offerta di abilità sta suscitando una crescente preoccupazione per la competitività dell’industria europea.

E’ infatti dalle abilità che dipende la capacità dell’Europa di incrementare la crescita e la produttività. Quindi bisogna costruire le abilità adeguate al 21° secolo.

 Secondo le previsioni CEDEFOP (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale), nell’Unione europea la percentuale di posti di lavoro, per cui sono necessarie qualifiche di livello terziario, passerà dal 29% del 2010 al 34% nel 2020, mentre la percentuale di posti di lavoro poco qualificati scenderà dal 23% al 18%.  

Saranno le abilità trasversali, quali la capacità di pensare in modo critico, lo spirito di iniziativa, la capacità del problem solving e la capacità di lavorare in gruppo, a consentire di affrontare i percorsi professionali più diversi e imprevedibili. Per poter arrivare a questi risultati la Commissione ha illustrato le priorità strategiche che gli Stati membri devono affrontare: 

- sviluppare un’istruzione e una formazione professionale di eccellenza per innalzare la qualità delle abilità professionali;

- promuovere l’apprendimento sul lavoro, anche con tirocini di qualità, periodi di apprendistato e modelli di apprendimento duale per agevolare il passaggio dallo studio al lavoro;

- promuovere partenariati fra istituzioni pubbliche e private (per garantire l’adeguatezza dei curricula e delle abilità trasmesse);

- promuovere la mobilità attraverso il programma Erasmus per tutti. 

Logicamente, preliminare a tutto ciò, sarà l’acquisizione delle abilità fondamentali o di base da parte di tutti che rappresenta la chiave di accesso al mondo del lavoro e all’inclusione sociale. A tal proposito, ricordiamo che, nonostante i significativi passi avanti compiuti, siamo ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi richiesti dall’Europa 2020. 

Dati pubblicati rilevano che l’abbandono scolastico resta a livelli inaccettabili in molti Stati membri, come la Spagna (26,5%) e il Portogallo (23,2%), che 73 milioni di adulti possiedono solo un basso livello di istruzione, che quasi il 20% di giovani di 15 anni non possiede abilità sufficienti nella lettura, e che la partecipazione all’apprendimento permanente è solo dell’8,9%.  

Ritornando alle abilità trasversali, la Commissione chiede agli Stati membri sforzi necessari per sviluppare le abilità imprenditoriali, in quanto funzionali non solo alla creazione di nuove imprese ma anche alla occupazione dei giovani. A livello nazionale solo 6 Stati membri hanno una strategia specifica per l’educazione all’imprenditorialità[1]. Per tutti gli altri la Commissione chiede di promuovere l’educazione imprenditoriale attraverso metodi di insegnamento e apprendimento nuovi, attraverso l’apprendimento basato sui problemi e i collegamenti con le imprese, in modo tale che l’esperienza del mondo reale possa costituire parte integrante di tutte le discipline educative in forma adeguata a ciascun livello di istruzione.

Gli Stati membri devono inoltre migliorare il riconoscimento delle qualifiche e delle competenze, comprese quelle acquisite al di fuori del sistema di istruzione formale e di formazione. La tecnologia, in particolare internet, deve essere valorizzata. Le scuole, le università e gli istituti di istruzione e formazione professionale devono migliorare l’accesso all’istruzione attraverso risorse educative aperte. 

Tutto questo, però, risulta susseguente ad una qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, di fondamentale influenza per i risultati degli studenti. Per ottenere ciò occorrono investimenti e finanziamenti a livello nazionale e comunitario, finanziamenti pubblici e privati, che promuovano l’innovazione e aumentino la “fertilizzazione” incrociata tra il mondo accademico e le imprese.

La comunicazione può essere consultata alla pagina: http://ec.europa.eu/education/news/rethinking_en.htm 

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[1] Entrepreneurship education at school in Europe – National strategies, curricula and learning outcomes (Educazione all’imprenditorialità nell’istruzione in Europa –Strategie, curricula e risultati di apprendimento) Eurydice 2012

 

 
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