Migliorare la qualità della ricerca e dell’istruzione in Europa

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Dopo 10 anni dalla Carta europea per i ricercatori, i datori di lavoro europei dell’istruzione universitaria e le organizzazioni sindacali hanno pubblicato la relazione congiunta sul sostegno dei ricercatori a inizio carriera.

Nel corso degli ultimi due anni, la federazione europea dei datori di lavoro di istruzione (EFEE), il Comitato sindacale europeo per l'istruzione (ETUCE) e l’associazione dei datori di lavoro delle università e dei colleges del Regno Unito (UCEA) hanno esaminato, nel loro progetto congiunto, il ruolo che il dialogo sociale e le parti sociali hanno svolto e continuano a svolgere nei confronti dei ricercatori universitari all’inizio della loro carriera.

Il report del progetto, “Supporting early career researchers in higher education in Europe: the role of employers and trade unions’'(sostenere i ricercatori a inizio carriera nel settore dell'istruzione superiore in Europa: il ruolo dei datori di lavoro e sindacati), sottolinea l’impegno della parte datoriale e sindacale volto a migliorare la qualità dell'istruzione e della ricerca in Europa.

Bianka Stege, segretario generale di EFEE e Martin Romer, direttore europeo di ETUCE, hanno evidenziato come l’ambizioso programma europeo per lo sviluppo economico e sociale dipenda dalla forza della sua economia della conoscenza e del capitale umano che la sostiene.

Sostenere e sviluppare la nostra futura generazione di ricercatori è quindi di fondamentale importanza se vogliamo garantire la competitività dell'Europa in un'economia globale.

EFEE e ETUCE hanno ulteriormente rilevato, sia nel report che nella dichiarazione congiunta del dialogo sociale europeo, quanto sia importante promuovere l'occupabilità e la mobilità dei ricercatori a inizio carriera, migliorare la parità di genere e l'equità nell’ambito di questo settore.

La documentazione prodotta, inoltre, offre una serie di raccomandazioni su determinate tematiche ritenute risolutive nei casi di studio affrontati dai ricercatori dei sei paesi europei coinvolti, Cipro, Finlandia, Germania, Italia, Romania e Regno Unito.

I casi di studio hanno individuato le sfide e le barriere che il personale di ricerca delle istituzioni universitarie dell'UE deve affrontare, comprese le questioni riguardanti il bilanciamento della vita lavorativa e familiare, la natura di alcuni contratti di ricerca a breve termine e la relativa precarietà del lavoro per i ricercatori, i diritti della sicurezza sociale, la progressione di carriera.

Inoltre, la relazione evidenzia anche una serie di iniziative di successo che hanno consentito, nei casi studiati, il progresso verso il raggiungimento degli obiettivi indicati nella Carta e nel codice UE.

La pubblicazione del report è coincisa con la celebrazione, da parte della Commissione europea, del 10° anniversario della Carta europea dei ricercatori e del Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori, “European Charter for Researchers and a Code of Conduct for the Recruitment of Researchers”.

Entrambi questi documenti, quindi, possono servire come promemoria per assicurare che nella selezione per l’assunzione dei ricercatori e nel loro successivo avanzamento di carriera vi sia un procedimento giusto, basato sul merito e trasparente.

Il report è disponibile presso i siti web di EFEE, www.educationemployers.eu, ETUCE e UCEA.

La sintesi è disponibile in francese e tedesco.

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