Nuove competenze per nuovi lavori

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Avviata un’iniziativa politica congiunta tra Commissione e Stati membri per sostenere, analizzare e prevedere quali abilità saranno richieste dai mercati del lavoro di domani in modo da potenziare e adeguare l’istruzione e la formazione al mondo del lavoro. Nell’ambito del settore educativo sia la federazione europea dei datori di lavoro dell’istruzione, EFEE, sia la federazione sindacale europea del settore educativo, ETUCE, hanno deciso di costituire un comitato esecutivo per dar vita al progetto per lo studio di fattibilità volto alla creazione di un Consiglio europeo delle competenze.

Con l’iniziativa “Nuove competenze per nuovi lavori” la Commissione si propone di aiutare l’UE a migliorare il livello delle competenze e la definizione del relativo fabbisogno nell’ambito della strategia dell’UE Europa 2020.

Secondo le principali e recenti ricerche economiche, nuove e più elevate competenze saranno necessarie per adattarsi ai futuri cambiamenti dei mercati del lavoro.

La crisi economica, la globalizzazione, i mutamenti tecnologici, l’invecchiamento della popolazione hanno contribuito alla rapida trasformazione dei mercati del lavoro europei. Così, sulla base di una collaborazione tra la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE, è stata avviata un’iniziativa politica congiunta dal titolo “Nuove competenze per nuovi lavori” che mira a sostenere gli Stati membri nello sviluppo delle modalità più efficaci per analizzare e prevedere quali abilità saranno richieste nei mercati del lavoro di domani e, grazie a queste conoscenze, potenziare e adeguare l’istruzione e la formazione al mondo del lavoro.

L’iniziativa attinge a strumenti comunitari già esistenti, come il fondo sociale europeo, FSE, che è un elemento essenziale della politica europea per ampliare e accrescere gli investimenti nelle competenze dei lavoratori nell’ambito dell’obiettivo generale della creazione di nuovi e migliori posti di lavoro in tutta l’Unione europea.

Con questa iniziativa la Commissione si propone di aiutare l’UE a raggiungere entro il 2020 l’obiettivo che essa si è posta nel campo dell’occupazione: l’aumento dell’impiego per il 75% della popolazione in età lavorativa (fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni).

L’agenda europea sulle nuove competenze per nuovi lavori contribuisce anche al raggiungimento di altri obiettivi che l’UE si è posta per il 2020: ridurre al di sotto del 10% il tasso di abbandono scolastico; portare ad almeno il 40% il numero dei giovani con un’istruzione universitaria o equivalente; ridurre di almeno 20 milioni il numero delle persone a rischio o in stato di povertà o emarginazione sociale.

Le azioni concrete presenti in questa agenda sono così delineate:

-  accelerare le riforme per migliorare la flessibilità e la sicurezza del mercato del lavoro, per cui è stato coniato il termine di “flessicurezza”;

-   dotare le persone delle qualifiche necessarie per le professioni di oggi e di domani;

-   migliorare la qualità degli impieghi garantendo migliori condizioni di lavoro;

-   migliorare i presupposti per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Per fare ciò, un gruppo di esperti, assunto dalla Commissione europea, ha raccomandato la creazione dei Consigli europei delle competenze di settore.

Lo scopo dei Consigli settoriali europei è, infatti, quello di avere informazioni, sia quantitative che qualitative, sull’evoluzione che il proprio specifico settore lavorativo sta subendo in termini di competenze e di occupazione. Grazie a questi scambi di informazione tra i membri dei Consigli settoriali dell’UE sarà possibile produrre delle relazioni che diano una visione completa e attendibile sul trend quantitativo del settore interessato (volume di lavoro nelle diverse occupazioni presenti nel settore), sul trend qualitativo in termini di competenze e posti di lavoro, sugli strumenti e le strategie utilizzate a livello nazionale per anticipare e abbinare le esigenze future del mercato del lavoro e le nuove competenze dei lavoratori e sulle conseguenti raccomandazioni da poter fare ai decisori politici, nonché agli erogatori dell’istruzione e formazione professionale e a tutte le parti interessate.

Alcuni studi di settore già esistono al livello europeo ma essi fino ad ora hanno dato un quadro incompleto e statico delle esigenze a livello settoriale.

Per quanto riguarda i Consigli di competenze settoriali, fino ad oggi solo un numero limitato di Consigli settoriali pilota sono stati avviati al fine di valutarne le modalità di funzionamento.

Tra questi si rilevano il Consiglio europeo di settore dell’industria tessile, dell’abbigliamento e del cuoio; i settori automobilistico e quello dell’acciaio che hanno avviato nel 2010 la prima fase del processo di costituzione dei relativi Consigli settoriali europei e il settore del commercio che lancerà quest’anno, 2012, il corrispondente Consiglio europeo delle competenze, dopo che lo studio di fattibilità avrà permesso di identificarne alcuni consigli nazionali nonché di valutarne la convergenza di vedute in merito all’utilità della creazione di siffatta rete europea per il settore del commercio. Nell’ambito del settore educativo sia la federazione europea dei datori di lavoro dell’istruzione, EFEE, che la federazione sindacale europea del settore educativo, ETUCE, hanno deciso di costituire un comitato esecutivo per dar vita al progetto per lo studio di fattibilità volto alla creazione di un Consiglio europeo delle competenze.

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