09/02/2012

RAL1108_Orientamenti Applicativi

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E’ legittimo prevedere nel Regolamento per l’incentivazione ex art.92 del D.Lgs..n.163/2006:

a)      la riserva di una parte del fondo incentivante pari al 15% al fondo per lo sviluppo delle risorse umane ed al fondo per l’indennità di risultato dei dirigenti e solo il restante 85% al personale tecnico ed ai collaboratori che abbiano avuto un ruolo nella progettazione ed esecuzione dell’opera o del lavoro?

b)     la confluenza delle economie del fondo incentivante nel fondo generale di produttività e nel fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti?

Preliminarmente si deve evidenziare che l’attività di assistenza dell’ARAN, ai sensi dell’art.46, comma 1, del D.Lgs.n.165/2001, è limitata esclusivamente alla formulazione di orientamenti per la uniforme applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Conseguentemente, con riferimento alle particolari problematiche esposte, sono fornite indicazioni solo con riferimento ai profili strettamente connessi ai contenuti della contrattazione collettiva in materia.

In tale ambito, si ritiene utile precisare quanto segue:

  1. in materia di incentivi alla progettazione, di cui prima alla legge n.109/1994 e successivamente al D.Lgs.n.163/2006, la contrattazione ha dettato solo alcune limitate prescrizioni:

a)      in base all’art.15, comma 1, lett.k) del CCNL dell’1.4.1999, rientrano nelle risorse destinate al finanziamento della contrattazione decentrata integrativa quelle che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale; tra queste sono ricomprese anche quelle derivanti dall’art.18 della legge n.109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni;

b)      l’art.17 demanda alla contrattazione decentrata integrativa la definizione dei criteri e delle regole per l’utilizzazione delle risorse di cui al punto a), per incentivare le specifiche attività e prestazioni cui esse sono espressamente correlate;

  1. spetta all’ente l’adozione di uno specifico regolamento (previa contrattazione integrativa) per la ripartizione delle risorse disponibili tra le diverse tipologie di dipendenti coinvolti nell’attività di progettazione, nel rispetto dei vincoli derivanti dalla previsione legislativa e delle specifiche indicazioni fornite dall’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici;
  2. si deve ricordare che le risorse derivanti dall’applicazione dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 hanno natura variabile, ai sensi dell’art.31, comma 3, del CCNL del 22.1.2004 e, quindi, devono essere sempre tenute distinte da quelle aventi carattere di stabilità. Conseguentemente, esse non possono  essere in alcun modo utilizzate per il finanziamento di istituti aventi carattere di stabilità come le progressioni economiche orizzontali o la retribuzione di posizione del personale incaricato di posizione organizzativa, ecc.;
  3. l’utilizzo delle risorse di cui trattasi avviene sulla base delle specifiche modalità definite in sede di contrattazione integrativa, ai sensi dell’art.17, comma 2, lett.g)  del medesimo CCNL dell’1.4.1999;
  4. i destinatari delle incentivazioni previste dall’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 sono individuati direttamente da tale fonte legislativa;
  5. proprio perché trattasi di risorse variabili, le stesse (o anche le sole eventuali economie accertate a consuntivo), ove previste per la presenza dei presupposti di legge, non possono essere confermate o stabilizzate anche per gli anni successivi a quello per il quale sono state stanziate;
  6. in particolare, si evidenzia anche che la Corte dei Conti considera i risparmi determinatisi nell’utilizzo delle risorse connesse alla progettazione interna di cui si tratta come economie di bilancio (Corte dei Conti Calabria, sezione giurisdizionale, decisione n. 901 del 28.9.2007; Corte dei Conti, Sezione del controllo per la Regione Sardegna, parere n. 16/2007);
  7. da un punto di vista generale, proprio in considerazione della portata e delle finalità che caratterizzano la citata fonte legislativa, si nutrono perplessità in ordine alla possibilità di destinare risorse derivanti dall’applicazione delle stesse, anche solo parzialmente, al finanziamento di altre tipologie di compensi o di indennità o al finanziamento di istituti concernenti personale diverso da quello espressamente individuato dal legislatore. Operando in tal modo, si determinerebbe un aggiramento dei vincoli di destinazione fissati dal legislatore (art. 92, comma 5 D.Lgs. n. 163 del 12.4.2006), di cui si è detto;
  8. giova, infine, rilevare che, in generale, in propri precedenti orientamenti applicativi, la scrivente Agenzia ha sempre sostenuto che in sede di contrattazione integrativa, possono essere stabilite, certamente, regole per definire la correlazione, e quindi, il rapporto anche quantitativo, tra compensi di produttività ed entità di alcune specifiche tipologie di altri trattamenti economici accessori (compensi professionali per gli avvocati; quelli per i progettisti interni, ai sensi dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006; compensi ICI, ecc.). Alla base di tali indicazioni vi era la considerazione sia della opportunità di evitare situazioni di indubbio ed ingiustificato vantaggio a favore dei dipendenti operanti presso determinati servizi; sia della circostanza che, certamente, potrebbero nutrirsi dubbi sulla effettiva possibilità del personale di cui trattasi di svolgere nello stesso arco temporale l’attività ordinaria, l’attività progettuale del dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006 e/o le altre attività considerate e quelle connesse ai progetti di produttività (si ricorda, infatti, che, in materia di produttività, l’art.37 del CCNL del 22.1.2004, ha stabilito che i relativi compensi possono essere erogati solo in presenza di incrementi effettivi della produttività e di miglioramento quali-quantitativo dei servizi, intesi come risultato aggiuntivo apprezzabile rispetto al risultato atteso della normale prestazione lavorativa e che tale erogazione è possibile solo a conclusione del processo di valutazione periodica; pertanto, solo in presenza di un maggiore impegno, aggiuntivo rispetto alla prestazione ordinaria, del dipendente, come attestato dal dirigente, sulla base della valutazione dei risultati dallo stesso conseguiti, consente l’attribuzione dei compensi di produttività).

Sugli altri punti del quesito (contenuti del regolamento; ecc.), trattandosi di problematiche concernenti la esatta definizione dei contenuti e delle modalità applicative dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006, si suggerisce di sottoporre le stesse direttamente all'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, che ha pubblicizzato sul relativo sito istituzionale numerosi pareri e indirizzi proprio in merito alla corretta applicazione della suddetta disciplina legislativa, o anche al Dipartimento della Funzione Pubblica, cui spetta istituzionalmente ogni attività di interpretazione delle disposizioni di legge concernenti il rapporto di lavoro pubblico.

 
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