18/12/2003

CCNL di interpretazione autentica dell’art. 7, comma 5, del CCNL del 31/3/1999, in relazione all’art. 29 del CCNL del 14/9/2000 del comparto delle Regioni ed autonomie locali (G.U. n. 6 del 9.01.2004)

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CCNL DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA
DELL’ART. 7, COMMA 5, DEL CCNL DEL 31/3/1999,
IN RELAZIONE ALL’ART. 29 DEL CCNL DEL 14/9/2000



Il giorno 18 dicembre 2003, presso la sede dell’ARAN ha avuto luogo l’incontro tra:

ARAN
:


nella persona del Presidente Avv. Guido Fantoni firmato

Organizzazioni Sindacali

Confederazioni Sindacali

CGIL-fp/Enti Locali

firmato

CGIL

firmato

CISL/FPS

firmato

CISL

firmato

UIL/FPL

firmato

UIL

firmato

Coordinamento Sindacale Autonomo
(Fiadel/Cisal, Fialp/Cisal, Cisas/Fisael, Confail-Unsiau, Confill Enti Locali-Cusal, Usppi-Cuspel-Fasil-Fadel)

firmato

CISAL

firmato

FED.NE NAZ.LE EE.LL.
(Ugl Enti Locali, Cil, Cildi-Fildi,
Consal-Fedenadel, Sal, Quadril, Sinpa, Ospol)

firmato

UGL

firmato

DICCAP - DIPARTIMENTO ENTI LOCALI
CAMERE DI COMMERCIO - POLIZIA MUNICIPALE (Fenal/Confsal, Snalcc/Confsal, Sulpm/Confsal)

firmato

CONFSAL

firmato


Al termine della riunione le parti sottoscrivono l’allegato CCNL

CCNL DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA
DELL’ART. 7, COMMA 5, DEL CCNL DEL 31/3/1999,
IN RELAZIONE ALL’ART. 29 DEL CCNL DEL 14/9/2000


Premesso che il Tribunale ordinario di Pesaro – Sezione Lavoro – in relazione alla causa n.582/2001, tra Moricoli Carlo ed il Comune di Fano, più altre aventi il medesimo oggetto, ha ritenuto che per poter definire la controversia di cui al giudizio, è necessario risolvere in via pregiudiziale la questione concernente l’interpetazione dell’art.7, co.5, del CCNL del 31.3.1999 ed in particolare appurare se:

1. in base a tale clausola contrattuale, ed ai fini della sua applicazione, occorre procedere ad un automatico passaggio di categoria del personale dell’area di vigilanza in posizione di coordinamento e controllo già collocato nella ex sesta qualifica funzionale a seguito di procedure concorsuali (e inquadrato quindi nella categoria C a seguito dell’applicazione del nuovo sistema di classificazione) nella categoria D;


2. il profilo professionale ex art.29 dello stesso CCNL del 14.9.2000 risulti simile alle declaratorie della 7^ qualifica funzionale del DPR n.347/1983;


Con riferimento al punto 1.:


Rilevato che la disciplina dell’art. 7, comma 5, del CCNL del 31.3.1999 (“…gli enti adottano tutte le misure atte a dare adeguata valorizzazione alle posizioni di coordinamento e controllo collocate nella ex VI qualifica funzionale della medesima area a seguito di procedure concorsuali.”) era rivolta a sollecitare le iniziative degli enti a dare attuazione alle diverse forme di incentivazione del personale previste dai contratti collettivi in riferimento, ad esempio, allo sviluppo economico orizzontale, alle progressioni verticali nel rispetto dell’art. 4 del CCNL del 31.3.1999, ed eventuali incentivi di produttività e di risultato.


Che, conseguentemente, la citata disciplina non poteva, già alla data di sottoscrizione del CCNL del 31.3.1999, essere interpretata nel senso di consentire un automatico e generalizzato passaggio alla categoria D del personale dell’area della vigilanza con compiti di coordinamento e controllo (ex sesta qualifica funzionale in bese al precedente ordinamento del personale), che era stato inquadrato nella categoria C del nuovo sistema di classificazione, in base alla tabella C allegata allo stesso CCNL del 31.3.1999;


Tenuto conto che una disposizione contrattuale in tal senso si sarebbe posta anche in contrasto con le previsioni dell’art.52 del D.lgs.n.165/2001 (ex art.56 del D.Lgs.n.29/1993) che vieta al datore di lavoro pubblico ogni possibilità di reinquadramento dei lavoratori sulla base delle mansioni svolte, subordinando l’acquisizione della categoria superiore solo a procedure concorsuali o selettive o a forme di sviluppo professionale;


Considerato che, a conferma dell’esclusione del reinquadramento automatico, è successivamente intervenuto l’art.24, co.2, lett.e) del CCNL dell’1.4.1999 che ha demandato ad una successiva fase negoziale la regolamentazione delle problematiche del personale dell’area di vigilanza di cui si tratta;


Considerato che, in attuazione, di tale rinvio dell’art.24, co.2, lett.e) del CCNL dell’1.4.1999, l’art.29 del CCNL del 14.9.2000, ai fini dell’inquadramento del personale dell’area di vigilanza addetto a compiti di responsabilità di servizio e di coordinamento e controllo, collocato nella ex VI qualifica funzionale anteriormente alla vigenza del DPR 268/1987 ovvero anche successivamente a seguito di procedure concorsuali per il conferimento delle specifiche funzioni gerarchiche, ha dettato una specifica disciplina, individuando: i soggetti destinatari delle sue previsioni; i necessari requisiti soggettivi ed oggettivi; le condizioni e limiti nonché le procedure selettive, espressamente indicate nei commi 5 e 6, e le modalità (anche temporali) per l’inquadramento nella categoria D, posizione economica D1, del suddetto personale;


Che tale disciplina non prevede quindi ogni forma di automatico reinquadramento nella categoria superiore;


Con riferimento al punto 2:


considerato che non spetta al contratto collettivo nazionale di lavoro stabilire le equivalenze tra i nuovi profili e quelli propri del precedente ordinamento del personale, salvo quanto già espressamente previsto nella tabella C ai fini dell’inserimento del personale in servizio nel nuovo sistema di classificazione;


Evidenziato che il profilo dello specialista di vigilanza di cui all’art.29 del CCNL del 14.9.2000 risulta correttamente collocato nella categoria D;


Tutto quanto sopra valutato, le parti concordano l’interpretazione autentica dell’art.7, co.5, del CCNL del 31.3.1999 nel testo che segue:


ART.1


1. L’art.7, comma 5, del CCNL del 31.3.1999, non consente un automatico passaggio nella categoria D del personale dell’area di vigilanza in posizione di coordinamento e controllo, già collocato nella ex sesta qualifica funzionale a seguito di procedure concorsuali.

2. L’art. 7, comma 5, del CCNL del 31.3/1999, deve ritenersi, di fatto, superato nelle sue finalità applicative a seguito della entrata in vigore della disciplina dell’art. 29 del CCNL del 14.9.2000.

 
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Direttore: Dott. Gianfranco Rucco