Elezioni RSU

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Avviata la seconda fase relativa alla presentazione delle liste elettorali da parte delle organizzazioni sindacali.

Con l’annuncio delle elezioni, avvenuto il 19 gennaio 2012, si è dato avvio alle procedure per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale (RSU).

Al momento, una prima importante fase si è appena conclusa. Ci si riferisce alle amministrazioni articolate sul territorio in una pluralità di sedi RSU, per le quali il calendario elettorale segnava come prima tappa la definizione, previo accordo con le OO.SS. rappresentative, della mappatura delle sedi di elezione. Tali protocolli, che dovevano concludersi entro il 16 gennaio 2012, andavano immediatamente (e comunque entro il 24 gennaio) trasmessi all’Aran.

Si tratta di un adempimento particolarmente importante, atteso che, solo dopo aver ricevuto le mappature, l’Agenzia può procedere ad inserire, nella procedura di rilevazione on-line, le sedi dei collegi elettorali; onde consentire, ai responsabili legali degli stessi, l’immediata registrazione per ottenere le credenziali di accesso all’applicativo che consente la trasmissione dei dati relativi ai verbali elettorali.

Non tutte le amministrazioni sono risultate particolarmente solerti nell’invio delle mappature (e spesso i files excel trasmessi non erano conformi al modello richiesto da ARAN). Ciò comporta ritardi nell’avvio della fase di accreditamento dei singoli collegi, ritardi che in ogni caso saranno riassorbibili laddove le singole sedi periferiche adempiranno diligentemente alla registrazione nel portale dell’Agenzia non appena riceveranno l’email di avvio di tale procedura.

Si sottolinea che le amministrazioni tenute ad inviare la mappatura sono solo quelle con pluralità di sedi RSU, chiaramente individuate nel protocollo del 14 dicembre 2011, il quale, all’art. 3, comma 1, recita: “Le amministrazioni articolate sul territorio in sedi e strutture periferiche dei comparti Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, Istituzioni e Enti di ricerca e sperimentazione, Ministeri e Presidenza del Consiglio dei Ministri dovranno procedere ….. alla mappatura delle sedi di contrattazione integrativa ove dovranno essere presentate le liste elettorali delle RSU”, - la maggior parte degli invii impropri proviene da enti non appartenenti ai comparti summenzionati.

In questo momento è in corso la seconda fase, più rilevante della prima. Essa vede le organizzazioni sindacali impegnate nella presentazione delle liste elettorali, adempimento che dovrà concludersi entro il termine ultimo dell’8 febbraio p.v.

Anche tale processo coinvolge l’Agenzia, impegnata nell’analisi dei documenti necessari per il rilascio degli attestati utili per la presentazione delle liste.

Va, inoltre, rilevato l’apprezzamento dimostrato da molti sindacati nei confronti delle procedure di semplificazione introdotte per la prima volta con il protocollo del 14 dicembre 2011, le quali consentono alle organizzazioni sindacali di depositare tutta la documentazione presso l’Aran. Quest’ultima, dopo la necessaria verifica del corpus documentale presentato, pubblica sul proprio sito, nella sezione ACCERTAMENTO DELLA RAPPRESENTATIVITA’, alla voce RSU- LISTE, l’elenco delle sigle che si sono avvalse della facoltà concessa dal protocollo.

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EDITORIALE
Trattative con le Confederazioni: lo stato dell’arte

 

Accordo quadro sui nuovi comparti di contrattazione e il negoziato sulle relazioni sindacali.

Nonostante l’atto d’indirizzo per lo specifico Accordo quadro di definizione dei nuovi quattro comparti di contrattazione previsti direttamente dal D.Lgs. n. 150/2009 (artt. 40, comma 2, e 41, commi 2 e 3) risalga a quasi due anni fa, le trattative sono state tutt’altro che intense, poiché fortemente condizionate dalla scarsa volontà di tutte le Confederazioni a pervenire alla sottoscrizione dello stesso. Alla base di tale atteggiamento vi è innanzitutto una componente “ideologica” che vede le Confederazioni sindacali, in modo pressoché compatto, decisamente contrarie a parti significative del D.Lgs. n. 150/2009, tra le quali rientra anche quella in cui si prefigura, con decisione unilaterale a monte del legislatore, una drastica riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione del lavoro pubblico, comportante, come evidente, una significativa restrizione degli spazi di intervento, in materia, del sindacato. Pur prescindendo dagli aspetti più “politici” di cui si è detto, è bene rammentare che si è radicalizzata una differente posizione tra la generalità delle sigle sindacali e la volontà espressa dalle Regioni che, sulla base delle previsioni legislative, chiedono l’accorpamento del personale regionale con quello del servizio sanitario in un unico comparto di contrattazione. A tale difficoltà di fondo si sono aggiunti anche ulteriori problemi di ordine tecnico (forse superabili qualora ci fosse stata la volontà a farlo) con particolare riferimento al profilo della sommabilità dei voti e delle deleghe comunque facenti capo alle Confederazioni principali che, in base al proprio assetto organizzativo, hanno dato vita a soggetti sindacali differenti ed autonomi nei singoli attuali comparti.

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